Libera Scuola Waldorf Palermo

Seminario di formazione di pedagogia steineriana

Tesi di Emanuela NicolosiResponsabile del seminario Camilla Maggi

Introduzione ........................................................................................4

1. Cosa sono i temperamenti ............................................................8

1.1 Dagli antichi maestri, alla teoria umorale, alla psicoanalisi...........................8

1.2 Il pensiero di Rudolf Steiner...............................................................................13

1.3 Il segreto dei temperamenti..................................................................................16

1.4 I temperamenti nel bambino................................................................................19

2. Osservare e lavorare con i temperamenti dei bambini .......25

2.1 Stella..................................................................................................27

2.2 Come trattare una bambina melanconica.....................................32

2.3 Guglielmo..........................................................................................36

2.4 Come trattare un bambino collerico..................................................40

2.5 Matteo....................................................................................................44

2.6 Come trattare un bambino sanguinico..............................................48

2.7 Emma......................................................................................................52

2.8 Come trattare una bambina flemmatica............................................58

3. Educazione e temperamenti

3.1 Unilateralità e autoeducazione...................................63

3.2 Funzione educativa dell'alimentazione.......................66

4. Alleati preziosi nell'istruzione

4.1 La disposizione della classe...........................................................72

4.2 La parte ritmica................................................................................75

4.3 Il disegno di forme...........................................................................79

Conclusioni ...............................................................90

Bibliographia ............................................................93

Introduzione

Il lavoro di questa tesi chiude una fase dei miei studi ma soprattutto una fase della mia vita. Sono stati quattro anni in cui mi sono avvicinata all'antroposofia, ho desiderato approfondirla, è diventata centrale nella mia vita e ora mi apre una strada verso il futuro. Quando vado a ritroso nel mio passato, tutto il mio vissuto sembra portarmi qui. La mia infanzia difficile, le persone che ho incontrato, le scelte "sbagliate" che pensavo di aver fatto, gli insuccessi, le glorie e le mie due più grandi gioie, i miei figli. Adesso mi sento come su un trampolino, pronta per tuffarmi in quella che sempre più chiaramente riconosco come la vera me stessa e il mio destino, fare l'insegnante. Non una maestra come quelle che ho incontrato nella mia vita, insoddisfatte, sottomesse a un lavoro che le opprime. Si vede da come entrano in classe, alcune pronte a una battaglia con gli studenti, altre già sconfitte in partenza. No, questa idea di maestra l'ho subito abbandonata dopo il diploma magistrale e mi sono data ad altro. Teatro, animazione, educazione di strada, tutto, tranne diventare come mi apparivano le insegnati che avevo conosciuto.

Solo un maestro, quello delle elementari di mio fratello, mi sembrava degno di stima e rispetto. Un uomo grande, generoso e gentile, un vulcano d'idee, amava i bambini e da loro riusciva a farsi amare come un padre. Con la sua persona e il suo lavoro ha rivalutato anche socialmente il mestiere del maestro non solo ai miei occhi ma a gli occhi di tutta la comunità del mio paese. Questo unico esempio è stato per me la speranza che si potesse essere un buon insegnante, per questo, nonostante tutto, la ricerca non si è mai fermata.

Per una strada che mi portava sempre più lontano dall'insegnamento sono invece arrivata direttamente alla pedagogia steineriana.

Persa ogni fiducia nel sistema scolastico, lasciata l'università, proprio durante gli studi di pedagogia generale, partì per un lungo viaggio in Europa, insieme al mio compagno. Casualmente facemmo tappa a Basilea e venni a conoscenza del Goetheanum (non avrei mai immaginato che anni dopo sarei andata personalmente a visitarlo, con tanto d'emozione).

A Parigi, un'anima ci scelse come genitori e la portammo a casa con noi. Questa bambina ci indusse a riflettere sull'importanza di un'educazione che tenesse conto delle caratteristiche individuali di ciascun essere. Scegliemmo così di educarla personalmente, e fare scuola a casa. Se la mia prima figlia arrivò per darmi la possibilità di mettermi in gioco come insegnante, il secondo, a poca distanza di tempo, arrivò per destabilizzare ogni mia fiducia e convinzione. Fu evidente sin dai primi mesi la differenza fra i due bambini. Lei così sensibile e accomodante, lui testardo e impetuoso. Anche fisicamente la differenza era notevole. Ben proporzionata lei, massiccio lui. Queste differenze erano affascinanti per me che già li osservavo con occhio indagatore. Mi chiedevo come fosse possibile tanta differenza in due bambini nati dagli stessi genitori, nutriti con lo stesso latte, cresciuti nella stessa casa. Erano arrivati già con una loro individualità o, come scoprirò dopo, con un proprio temperamento. Come madre mi affidai al mio istinto e affinai la mia sensibilità, ma per il ruolo d'insegnante cercavo delle basi di conoscenza su cui fondare una buona istruzione, adatta a ciascuno dei due. Ancora una volta mi ritornarono in mente i modelli che avevo rifiutato. Sapevo cosa non volevo fare: grida, castighi, ricatti, metterli in competizione.

L'unico modo per superare quelle che erano le mie esperienze personali, era studiare, ma cosa? Ecco che riaffiora alla mente del padre dei miei figli, la sua esperienza infantile in una scuola steineriana in Galles, me ne parla... non capisco. Non esiste nessuna pedagogia steineriana nel mio manuale di pedagogia generale. Da li a poco verrò a sapere di un'esperienza di scuola parentale a indirizzo steineriano nella mia zona, vado alla loro prima festa di primavera e per me fu una rinascita.

Mi interessai subito alla teoria dei temperamenti così come ne parla Steiner. Era la risposta alle mie domande: perchè sono così diversi? Come educare ciascun bambino nel modo migliore? E soprattutto, come essere la giusta insegnante per ciascuno?

Cosa sono i temperamenti

1.1Dagli antichi maestri, alla teoria umorale, alla psicoanalisi

Una conoscenza profonda della natura umana

ci tramanda fin dai tempi antichi la cognizione

dei quattro temperamenti

R.Steiner

L' origine della teoria dei temperamenti ci riporta al VI secolo a. C. a Mileto.

Qui con Talete, ebbe inizio la prima riflessione scientifica, che voleva ricercare l'Archè, il principio primitivo e universale di tutte le cose. Talete individuò l'Acqua come primo principio, invece, il suo discepolo Anassimene, ritenendo che l'acqua non potesse generare il suo contrario, il Fuoco, propose l'Aria.

Anassimandro introdusse le proprietà di Caldo, Secco, Freddo e Umido. La riflessione si portò avanti per oltre un secolo, con metodo scientifico di verifica e dialogo, fino a quando Empedocle d'Agrigento, concordando e integrando le teorie precedenti, concluse che, gli elementi erano quattro, due leggeri, Fuoco e Aria, corrispondenti alle sensazioni di Caldo e Freddo, e due pesanti, Terra e Acqua corrispondenti rispettivamente alle sensazioni di Secco e Umido. "In tal modo Empedocle trattò i quattro stati fisici delle forme della materia come reali elementi stabili, dalla cui miscela, in differenti proporzioni, si ottenevano tutte le realtà conosciute".1

In seguito si occuparono dell'argomento anche Platone, Aristotele ed Epicuro.

Ippocrate di Kos, oggi considerato il padre della medicina, che visse intorno al 400 a.C. riprese la teoria di Empedocle e l' applicò alla natura umana per ricercare l'origine delle malattie. Egli definì la Teoria Umorale che sosteneva l'esistenza di quattro umori base che corrispondevano ai quattro elementi e alle quattro sensazioni.

Questa teoria sosteneva che la mescolanza, in proporzioni diverse, dei quattro umori fondamentali dell'organismo, sangue, bile nera, bile gialla e flegma, avesse come risultato, quando è perfetta, il temperamento normale (o giusta crasi), mentre il prevalere di un elemento, desse rispettivamente i temperamenti anormali (o discrasie): il sanguigno, il melanconico, il collerico e il flemmatico. Infatti il termine "temperamento" deriva dal latino temperare cioè mescolare. Nel tempo, la dottrina degli umori non si limitò a spiegare la genesi e il decorso delle malattie, ma assunse lentamente una connotazione psicologica, perchè introdusse la corrispondenza tra umore e carattere.

Ricercando i temperamenti in psicologia ho scoperto che, "nella psicopatologia moderna il termine è stato ripreso nell'accezione di componente innata e quasi somatica della personalità da Kretschmers nel 1923"2.

Questo mi fa pensare che, la rivalutazione dei temperamenti fatta da R.Steiner già a partire dal 1909 nelle conferenze di Berlino, abbia contribuito, se non di fatto veicolato, la loro riscoperta da parte di altri studiosi dell'uomo, come in questo caso dallo psicologo Kretschmers. In tempi più recenti "nella teoria psicoanalitica, secondo l'ultima formulazione di Otto Kernberg del 1994, la personalità normale si considera formata da due componenti fondamentali: il temperamento e il carattere. Per temperamento si intende l'insieme delle tendenze innate, cioè determinate geneticamente, dell'individuo a reagire agli stimoli ambientali con determinate modalità anzichè altre. Queste modalità secondo Kernberg sarebbero l'intensità, la frequenza e la soglia delle risposte affettive. Ciò significherebbe che per ogni individuo vi sono delle soglie tipiche di attivazione delle emozioni positive e dei sentimenti di piacere, come pure di quelle dolorose e delle risposte aggressive conseguenti a queste. È il funzionamento di questo meccanismo che a quanto pare sarebbe innato. Il bilanciamento dei fattori potrebbe essere proprio di ciascun individuo, e dipenderebbe perciò direttamente da meccanismi intrinsecamente biologici".3

Quindi oggi la teoria dei temperamenti è ampiamente condivisa dal punto di vista dei risultati comportamentali arrivando a riconoscerne l'influenza che questi hanno sull'atteggiamento esteriore. Si parla di tendenze geneticamente trasmesse, ma non della reale essenza dei temperamenti e a cosa siano dovuti, chiave indispensabile per essere riequilibrati attraverso un'azione educativa e autoeducativa.

Di questo ci dà ampia spiegazione R.Steiner nel suo ciclo di conferenze dedicate ai temperamenti e alla pedagogia, perchè, "si può sapere educare solo avendo una conoscenza approfondita dell'uomo" e i temperamenti ne sono una componente importante. Oggi la teoria dei temperamenti di Steiner è uno strumento prezioso in mano agli educatori e agli insegnanti delle scuole Waldorf e merita di essere diffusa.

1.2 Il pensiero di Rudolf Steiner

Come l'azzurro e il giallo riuniti formano il verde,

il congiungersi delle due correnti nell'uomo

forma quel che si chiama temperamento.

R.Steiner

Per Steiner i temperamenti sono quell'elemento che nell'uomo, media, tra la corrente ereditaria e "il nucleo essenziale interiore dello spirito" che deriva da esistenze precedenti. Queste due correnti trovano un equilibrio nella costituzione dell'uomo.

"Fra l'elemento che rechiamo con noi dalla nostra vita precedente e quello che ci viene dato da famiglia, avi e razza, esiste un quid intermedio che ha qualità più generiche, e insieme capace di individualizzazione. Tale quid, che si trova in mezzo tra la linea ereditaria e la linea della nostra individualità, si esprime nella parola temperamento"4

Solo approfondendo la scienza dello spirito si può comprendere come si definisce questo equilibrio e svelare il segreto dei temperamenti.

A fondamento dell'antroposofia vi è la concezione che l'uomo fisico sia solo una parte della totalità dell'essere umano e che altri tre corpi, con caratteristiche soprasensibili, ne completino la vera costituzione.

Questi corpi sono il corpo eterico o vitale, il corpo astrale o anima e l'io o spirito.

Del corpo fisico abbiamo esperienza diretta, ed è, come il mondo minerale, sottoposto a tutte le leggi fisiche e chimiche.

Il corpo eterico è impercettibile ai sensi ma è il reale formatore del corpo fisico, il quale non avrebbe vita e si disgregherebbe senza la sua azione continua. L'uomo ha il corpo eterico in comune con gli altri esseri viventi, piante e animali. Questo corpo si distacca dal corpo fisico solo al momento della morte.

Il corpo astrale è il portatore dei desideri, delle passioni, dei dolori, delle gioie e dei sentimenti e lo abbiamo in comune solo con il regno animale.

Infine l'uomo possiede un quarto elemento, che lo contraddistingue dagli altri esseri viventi, l'io portatore del pensiero, della parola e dell'autocoscienza.

1.3 Il segreto dei temperamenti

Il temperamento equilibra ciò che è eterno

con ciò che è transitorio

R.Steiner

Il corpo fisico porta le caratteristiche ereditate geneticamente ed è destinato a morire nel momento in cui viene abbandonato dal corpo eterico, anch'esso portatore di forze ereditarie. Il corpo astrale è intimamente connesso con il nocciolo essenziale umano che si esprime nell'io, e insieme a questi, va d'incarnazione in incarnazione.

Quando si nasce nel mondo fisico, questi quattro corpi devono trovare il modo di adattarsi l'uno all'altro, e reagiscono in modo diverso influenzandosi a vicenda.

Dalla mescolanza di questi quattro corpi, si ottengono i quattro temperamenti a seconda del prevalere di uno sugli altri. Come per i colori però, le sfumature dei temperamenti sono tante quanto gli uomini. Questo perchè l'intensità di un temperamento dipende dalla forza con cui una parte prevale sulle altre, e dalla risposta che ne riceve.

Ogni entità costitutiva ha, nel fisico, la sua manifestazione.

L'entità fisica si manifesta nel corpo fisico.

Il corpo eterico si manifesta nel sistema ghiandolare.

Il corpo astrale è espresso nel sistema nervoso.

L'io si esprime nell'energia pulsante del sangue.

Ecco perchè il temperamento, quando è accentuato, è perfettamente visibile ai nostri occhi.

Nell'uomo adulto, se il corpo fisico prende il sopravvento sugli altri, abbiamo il temperamento malinconico. In questo temperamento il corpo fisico, assume il ruolo preponderante e ostacola la sicurezza dell'io, la mobilità del corpo astrale e la vitalità del corpo eterico, procurandogli dolore e tristezza.

Se a prevalere è il corpo eterico, abbiamo il temperamento flemmatico. Il corpo eterico è il portatore del senso del benessere e del malessere fisico, quando questo domina si è portati ad adagiarsi su di se e a non manifestare alcuna forza di volontà.

Se invece è il corpo astrale a predominare, il temperamento che ne risulta è il sanguinico. La mobilità delle emozioni rendono volubile il sanguinico, vive nel fluttuare dei suoi sentimenti.

Ma se è l'io a esercitare la sua influenza sugli altri, si evidenzia il temperamento collerico e un atteggiamento di sicurezza e forte volontà.

1.4 I temperamenti nel bambino

Dal padre ho avuto la statura e la condotta seria nella vita.

Dalla mamma la natura serena e il gusto di raccontare.

J.W. von Goethe

Parlando dei temperamenti nei bambini, Steiner dice che, in loro i nessi karmici sono più forti. Arrivando dai mondi superiori il bambino porta con se il proprio vissuto dalle vite precedenti e potrebbe, per esempio, sviluppare da una precedente vita di solitudine, impegnato in se stesso, sviluppare un temperamento sanguinico. Il karma così sta tra causa ed effetto.

Il rapporto fra i corpi costitutivi e i temperamenti nel bambino non è lo stesso di quello che si svolge nell'adulto. Nei bambini le entità costitutive lavorano attivamente nella creazione di un nuovo essere vivente, e quindi agiscono in maniera diversa rispetto all'adulto già formato.

Vi è uno "scivolamento", da un elemento in un altro, da una funzione a un'altra.

Nel bambino melanconico l'io si impadronisce del corpo fisico, e agisce nell'elemento terra. Questa forza lavora dall'alto verso il basso, dalla testa alle membra. In questo caso il corpo, si lascia modellare facilmente e per questo i tratti somatici del bambino malinconico sono più definiti, più maturi.

Nel caso dell'adulto le forze dell'io agiscono dal basso verso l'alto, vivono nella forza del sangue e si manifestano nel temperamento collerico. In questo caso l'io agisce nell'elemento fuoco e ha bisogno di un corpo forte per esprimersi.

Nel bambino collerico è il corpo astrale che prende il sopravvento, non ancora tenuto a bada dall'io. Tutti gli stimoli che gli provengono dai sensi vengono subito trasformati, dalle forze ardenti di volontà, in azioni avventate.

Nell'adulto invece le forze dell'astrale si estrinsecano nella vita di pensiero, nelle immagini, e vivono nel fluttuare alterno delle sensazioni, si manifesta in questo caso il temperamento sanguinico.

Nel bambino sanguinico sono le forze eteriche che lavorano con un dinamismo che non si avrà più nel corso della vita. Tutto il suo essere partecipa alla ritmica rapidità, con cui il corpo eterico compie la sua opera.

Nell'adulto la prevalenza delle forze eteriche, portatrici di benessere interiore, si manifestano invece nel temperamento flemmatico.

Nel bambino flemmatico, il corpo fisico è preminente e assorbe rapidamente ogni cibo sotto l'influenza delle forze formatrici che sono intensamente attive.

Nell'adulto quando predomina il corpo fisico, la materialità, la pesantezza, si manifesta il temperamento melanconico.

Da queste considerazioni si può dedurre questo schema riassuntivo:

· Nel bambino l'Io agisce nell'elemento Terra e si ha il temperamento Melanconico

· Nell'adulto l'Io agisce nell'elemento Fuoco e si manifesta nel temperamento Collerico.

· Nel bambino il Corpo astrale agisce nell'elemento Fuoco e sviluppa il temperamento Collerico.

· Nell'adulto il Corpo astrale agisce nell'elemento Aria e sviluppa il temperamento Sanguinico.

· Nel bambino il corpo Eterico agisce nell'elemento Aria e sviluppa il temperamento Sanguinico.

Da queste considerazioni si può dedurre questo schema riassuntivo:

· Nell'adulto il corpo Eterico agisce nell'elemento Acqua e sviluppa il temperamento Flemmatico.

· Nel bambino il corpo Fisico agisce nell'elemento Acqua si manifesta il temperamento Flemmatico.

· Nell'adulto il corpo Fisico agisce nell'elemento Terra si manifesta il temperamento Melanconico.

Schema circolare dello scivolamento dei temperamenti dal bambino all'adulto, con le età e le stagioni corrispondenti:

Capitolo secondo

2. Osservare e lavorare con i temperamenti dei bambini

Nessun essere può trovare le cure che gli convengono,

se l'educatore non lo osserva nella sua indole,

nelle sue condizioni di vita.

Caroline von Heydebrand

In ciascuno di noi risiedono tutti e quattro i temperamenti e non sempre è facile riconoscere quello preminente, spesso si ha una mescolanza. Altre volte il temperamento è condizionato dall'ambiente o dall'alimentazione e si rivela solo in determinate circostanze.

È necessario per questo andare più in profondità dell'immagine esteriore che ci si presenta di un bambino per svelare la sua vera indole.

Come futura maestra, uno dei miei obiettivi è quello di riuscire a individualizzare l'insegnamento per ciascun bambino e per fare ciò è necessario che riconosca il temperamento preminente di ognuno e che sappia agire nel modo adeguato.

Già da tempo, ho cercato di sviluppare le mie capacità d'osservazione in questo senso e oggi mi sento di poter presentare le caratteristiche dei quattro temperamenti dei bambini, partendo dalla descrizione di quattro casi reali, che mi si sono presentati nel corso degli ultimi anni.

2.1 Stella

Stella ha dieci anni e per la sua età è già molto alta e sviluppata. Vive le contraddizioni di questa età in modo evidente, passando da un comportamento infantile a uno da adulta, più volte al giorno, il che, la rende assolutamente imprevedibile.

Alle otto di mattina, il fratellino di Stella è già fuori a badare alla piccola fattoria di animali, ma leinon esce da sotto le coperte anche se è sveglia da un bel po'. Non può alzarsi finchè non ha completato quelli che lei stessa chiama i "pensieri". Stare a letto a fantasticare e inventare storie è un vero impegno per lei, irrinunciabile. Qualche volta il fratellino ha tentato di distoglierla anticipatamente dal suo fantasticare, ma ha imparato che è meglio non farlo. Un umore nero, in tal caso, condizionerebbe l'andamento dell'intera mattinata. Quando i pensieri sono conclusi Stella può alzarsi, rifare il letto e presentarsi per la colazione. I tempi, però, sono stretti, un buco allo stomaco minaccia di renderla irrequieta, la colazione deve essere subito pronta e consumata, così la mattina può iniziare nel migliore dei modi.

La mamma ha disposto un orario per iniziare le attività mattutine e ogni minuto di ritardo mettono in agitazione Stella, che ha imparato prestissimo da bambina a leggere l'orologio.

Nelle attività di studio è attenta e precisa e lavora volentieri, ma si stanca subito e per questo deve fare diverse pause. Le sue capacità cognitive sono molto sviluppate, ed è molto interessata alla matematica e alla geografia. Con la matematica può mettere alla prova le sue capacità logiche e di memoria, con la geografia ampliare le ambientazioni per le sue fantasiose avventure, per esempio, fra le amiche immaginarie ve ne sono state di cinesi.

Dopo la merenda e fino all'ora di pranzo è libera di giocare. Gioca volentieri con il fratello ma spesso preferisce farlo da sola. Quando era più piccola, le sue avventure riprendevano le storie lette nei romanzi, viste nei film o quelle inventate da lei. In questi giochi tirava fuori una grande energia e correva da una parte all'altra immaginando, per esempio, di essere una pellerossa, o una principessa della foresta. Una volta confidò alla madre che il suo più grande desiderio era poter volare e librarsi liberamente nell'aria.

A dispetto del suo esile fisico, specialmente quando è afflitta, cammina trascinandosi, la testa sembra pesarle molto, i grandi occhi azzurri guardano a terra, i piedi sono rivolti verso l'interno. Quando è seduta, curva la schiena, ma al richiamo della madre eccola dritta come una candela a rispondere: "Si, ma stai dritta anche tu!".

Le piacciono le regole, soprattutto se a rispettarle devono essere gli altri e critica senza riserve l'incoerenza degli adulti. Sembra avere un alto senso della giustizia ma in fondo è in continua ricerca di certezze. Basta una parola pronunciata con tono adirato per addolorarla profondamente, e indurla a correre via alla ricerca di un posto dove stare sola, e lì iniziare a progettare di scappare di casa. Ma sono solo pensieri romantici che sfumano appena viene richiamata per una cioccolata calda.

Ama i dolci, ma non devono essere troppo dolci. Quando c'è da dividere una barretta di cioccolato, è molto precisa e ha per questo imparato, precocemente, il concetto di frazione. Tiene molto alla sua parte, ma con spirito di sacrificio la condivide se è necessario.

Non mangia molto ma soffre il digiuno. È felice di aiutare a preparare il pranzo se è di buon umore, ma se è già presa dalla fame, si trascina a tavola solo quando è già tutto pronto, lamentandosi per il ritardo.

Al pomeriggio ama starsene sul divano a dondolo a leggere i suoi fumetti preferiti che parlano di amicizia e magia, costruisce insieme al fratello rifugi tra le rocce, o gioca con le sue amiche immaginarie.

Quando si trova con bambini sconosciuti è timida ma ha imparato che se si lascia andare può divertirsi molto, per questo prende il coraggio di fare amicizia velocemente. Le poche amiche che ha, le tiene sempre presenti nel suo cuore, e mantiene anche a distanza di tempo e di spazio un legame affettivo molto forte. Le bambine ricambiano questa amicizia, e spesso la eleggono a loro amica del cuore, perché è capace di grandi slanci affettivi, gesti generosi e simpatiche trovate.

Ha ereditato dallo zio materno, le orecchie a "sventola" e assolutamente musicali. Riesce a trovare le note di qualsiasi musica e suona da autodidatta il flauto, il piano, e la chitarra. Compone tristi canzoni, che esegue in concertini familiari, organizzati con tanto di biglietti e locandina. Dopo il risveglio e l'ora di pranzo, un altro momento delicato e l'ora di andare a letto.

Ascoltare la lettura di un libro è un rito indispensabile per Stella, senza il quale fatica a prendere sonno, e se è troppo stanca diventa nervosa e indisponente al punto da creare piccoli drammi serali.

Questa è una bambina melanconica.

2.2 Come trattare una bambina melanconica

Il malinconico deve poter sviluppare

un cuore pietoso per il destino altrui

R.Steiner

Questa bambina dal temperamento melanconico, la si riconosce a primo sguardo per le sue basi corporee: alta, magra, un viso ben definito, gli occhi pensosi, l'andatura trascinata e soprattutto la pesantezza della testa. In realtà la sua sensazione di stanchezza non è altro che un indebolimento delle forze di volontà che sono impegnate nell'elemento terra, per la formazione del corpo fisico. A volte però, quando è presa dall'entusiasmo è sorprendentemente resistente anche a grandi fatiche, come quando ha voluto affrontare la scalata dell'Etna durante un'eruzione notturna.

A causa dell' io che ha preso possesso del corpo fisico, Stella a volte appare più matura della sua età, con una spiccata personalità e una certa profondità. Le doti da "prima della classe," però, devono essere gestite con prudenza, perchè uno sviluppo prematuro potrebbe toglierle forze riservate al futuro.

I bambini melanconici come Stella hanno bisogno di tanto calore, sia nel senso affettivo che nel senso fisico. Come la terra ha bisogno il calore del sole per far germogliare una pianta, così i bambini malinconici hanno bisogno di essere scaldati con affettuosa sollecitudine, per esprimere il meglio di sé. Ma essendo in fondo dei grandi egoisti, bisogna essere discreti, perchè potrebbero godere di troppa attenzione, e diventare permalosi.

Per quanto riguarda la sua tendenza a rimuginare e sentirsi continuamente ferita, tipica di questo temperamento, bisogna ricorrere a uno dei cardini del trattamento dei temperamenti. Lavorare con e non contro di essi, "volendo agire su un determinato temperamento, il metodo peggiore è quello di coltivare nel bambino le qualità per cosi dire contrarie"5.

La sua predisposizione è per la sofferenza e l'indifferenza verso il mondo, è allora opportuno mostrarle come anche nel mondo esista la sofferenza. Guidare i suoi pensieri egocentrici, verso l'esterno, presentarle le biografie e le storie di uomini e donne, in cui emergano le loro sofferenze, ha un valore altamente terapeutico. Particolarmente interessante a questo scopo è il programma delle seconda classe delle scuole Waldorf, il quale include il racconto della vita dei santi. In quell'anno Stella fu particolarmente partecipe alla leggenda di Odilia.

Allo stesso modo, apprezza molto quando la mamma le racconta le difficoltà che ha dovuto superare quando era bambina. "È una grande fortuna per il malinconico poter crescere a fianco di chi ha superato esperienze difficili, in tal modo un'anima agisce sull'altra nel modo migliore".6

Verrebbe naturale cercare di renderle la vita più facile ma questo è proprio quello che non bisogna fare se la si vuole aiutare a uscire fuori dalla sua attitudine al dolore. Quindi è bene procurarle ostacoli nella vita esteriore in modo che possa sperimentare una sofferenza giustificata.

In questo le viene in aiuto la vita di campagna che i genitori hanno voluto per lei. Ci sono animali a cui badare, ortaggi da coltivare, se si vuol fare una buona zuppa, acqua da prendere alla fonte e così via. Bisogna però essere comprensivi e capire che non sopporta il freddo, ecco perché spesso in inverno non vuole andare fuori o lavarsi con l'acqua fredda e preferisce restare davanti alla stufa a leggere.

Per quanto riguarda la dieta, come lei, i bambini melanconici non mangiano molto, ma amano i cibi dolci, che possono essergli concessi soprattutto sotto forma di frutta matura, miele, dolci fatti in casa.

Stella è restia al movimento, si arrende facilmente di fronte agli ostacoli, per questo piuttosto che sport agonistici, le sono più congeniali le attività scandite dal ritmo musicale, o dalle parole di una poesia.

Una volta partecipò a delle lezioni di euritmia e la sua maestra fu piacevolmente colpita, alla prima lezione, dal grande sorriso che le apparve sul viso al cominciare della musica.

2.3 Guglielmo

Ogni mattina la porta della cucina viene aperta con grande energia e dai passi e dal fracasso che ne proviene, sembrerebbe che qualcuno di molto grosso sia entrato a fare razzia di provviste. Andando a vedere si presenta un bambino sorridente che ci saluta con un solare: "Buongiorno!"

Così è Guglielmo, spalle larghe, busto vigoroso, le gambe e le braccia, a confronto sembrano un po' meno sviluppate. Ha una testa grande, il viso rotondo e i lineamenti dolci. In lui alcuni tratti ereditari si presentano stranamente miscelati. Per esempio, il colore dei due occhi non è uguale, uno viene dalla madre e uno dal padre ma, essendo chiari entrambi, la differenza non è evidente. Allo stesso modo, gli si combinano perfettamente capelli chiari e lisci con scuri e ricci. A prima vista Guglielmo sembra più grande della sua età, ma a sentirlo parlare nel suo modo semplice e spartano, si capisce che invece ha solo otto anni.

Quando cammina imprime fortemente il piede nel terreno, e quando sale su per le scale, i suoi passi rimbombano fino al quarto piano. Ha molta forza, e oggi questa è visibile nel suo fisico ma, già all'età di due anni, seppe scansare dall'uscio di casa, un grande uomo che gli ostruiva il passaggio, con un deciso gesto della mano. L'uomo, sorpreso, ricorda ancora adesso la potenza che percepì in quel piccolo bambino.

La sua è anche una forza interiore, che si manifesta a volte sotto forma di grande volontà, altre sotto forma di grande cocciutaggine. Sin da piccolissimo voleva imporsi e urlava per ottenere nuovi giocattoli. A poco a poco, con una presa di posizione dei genitori sempre più decisa, furono stabilite delle regole sugli acquisti che misero fine alle sue scenate. Questo è solo un esempio, ma giornalmente si mostra ostinato e mette alla prova la pazienza dei suoi genitori.

Si rifiuta di prendere parte a una attività se questa gli è stata imposta, mentre nessuno può fermarlo se è una sua iniziativa. Così per un anno affermò di non volere imparare a scrivere e a leggere. Ma a sette anni compiuti, le lettere, di cui aveva seguito appassionatamente la storia della loro nascita, diventarono familiari e senza volere iniziò a leggere.

Oggi altrettanto ostinatamente passa ore a leggere e disegnare lui stesso fumetti, contro il parere dei genitori che vorrebbero facesse più attività fisica. Infatti proprio con il settimo anno e l'inizio della lettura, Guglielmo ha iniziato a muoversi poco e ad appesantirsi. Ha un buon appetito, e spesso la sua attenzione è rivolta verso il cibo.

Ascolta con grande partecipazione le storie che gli vengono raccontate, ed è sempre pronto a chiederne un'altra. Soprattutto gli piacciono le storie di cavalieri e avventura, e le storie con una morale, per cui può saltare su e dire: "Ho capito!"

Purtroppo però è un pessimo narratore e quando una storia lo ha appassionato tanto nel raccontarla mette così tanto impeto, e poco ordine, da risultare incomprensibile.

Quando gioca con passione è instancabile, e la sua immaginazione non ha limiti. Gli utensili da cucina sono perfetti per essere usati come strumenti da mago o scienziato. I mattoncini lego, i veri mattoni in terracotta, i legnetti o i sassi, diventano materiale per le sue grandiose costruzioni, rifugi e mini villaggi, in cui le formiche fanno da esercito invasore. Un altro gioco che ama molto è scavare nella terra percorsi per l'acqua.

In questo modo può mettere alla prova sia la sua forza che il suo fantasioso ingegno. Le costruzioni che ne risultano spesso non sono tecnicamente elaborate, ma sono più il frutto di azioni impetuose. Ecco che allora i suoi canali serpeggiano per abbeverare le piante di yucca che ha d'impulso trapiantato disordinatamente. Generalmente è un bambino solare, ride di gusto, a volte in maniera sfrontata e canta con voce possente le sue canzoni preferite. Ma attenti a non farlo arrabbiare, perchè diventa aggressivo e intrattabile e, come ammette in seguito lui stesso, perde il controllo delle sue azioni. Se per caso in questa furia ha fatto male a qualcuno o ha rotto qualcosa, passata la tempesta, chiede commosso di essere perdonato e promette di non farlo più. È un accorato sostenitore delle proprie idee, non importa se palesemente confutate, anche nell'errore è perseverante e ostinato. In questo rivela la sua ingenuità di bambino nascosta dietro un atteggiamento che ricorda più un adolescente.

Guglielmo, infatti ha un temperamento preminentemente collerico che è proprio della giovinezza ma, come accade raramente, al passaggio dei sette anni ha iniziato a manifestare anche caratteristiche tipicamente flemmatiche.

Questa combinazione di temperamenti potrebbe essere perfetta per un leader.

2.4 Come trattare un bambino collerico

Il collerico deve sviluppare considerazione

e rispetto per le capacità di una persona.

R.Steiner

Messi a confronto con gli altri temperamenti, i bambini collerici sono i più difficili da trattare, specialmente se si presentano nella loro unilateralità. Per quanto riguarda i bambini collerici è importante sapere che in loro la forte volontà è stimolata dai sensi ma non ancora sotto controllo, il che li porta ad agire impetuosamente. In questo caso il corpo astrale è predominante su un io debole.

"La peculiarità del bambino collerico sta nel fatto che in lui le forze dell'anima sono predominanti, ma non armonizzate. E l'io non può che molto gradatamente far sì che regni l'equilibrio nella vita dell'anima. è per questo che l'educatore deve prendere il posto dell'io assente,"7

Il bambino collerico vorrebbe domarsi e lotta contro la sua volontà focosa, ma non può vincerla perché l'io non è ancora maturo. Ha bisogno quindi di una guida energica ma piena di comprensione da parte degli adulti.

Invece si riscontra proprio in genitori e insegnanti di bambini collerici, un senso  d'inadeguatezza e mancanza di fiducia in se stessi. I genitori spesso non sanno come comportarsi di fronte a un bambino che diventa rosso, urla e scalcia, solo perché gli viene negata una mela in più.

Ma né la debolezza e l'accontentare, né la violenza e il punire sono di utilità all'educazione dei bambini con questo temperamento.

Gli educatori devono avere molta pazienza e proprio nei momenti di esplosione mantenere la calma e non farsi prendere dall'agitazione. Questo è molto difficile e chi ne ha avuto esperienza lo sa bene, ma è l'unico modo di aiutare questi bambini. "Non è facile lasciar sfogare sempre un bambino" come ammette lo stesso Steiner ma, se l'ondata di energia distruttrice del collerico non viene messa fuori, non ci sarà possibilità portarla a coscienza del bambino.

Si aspetterà che si calmi, e l'indomani, gli si chiederà di ripassare nella memoria l'accaduto in modo che egli stesso possa rendersene conto e combattere la sua collera. Questo è stato fatto con il piccolo Guglielmo, più di una volta, e oggi ha più forze  di coscienza per tentare di domarsi.

Non sarebbe giusto vedere in questo temperamento dei difetti, l'educatore non deve giudicare. La forza prorompente di un collerico può essere una grande dote se ben indirizzata. Ancora una volta si ripresenta la necessità di lavorare con il temperamento che si ha e le sue forze, non sul suo contrario e quello che manca. Il bambino collerico deve mettere in azione le sue forze interiori e svilupparle. Sicuramente per questo l'ambiente è importante. Nel caso di Guglielmo è la campagna, dove può sempre dare sfogo alla sua forza anche in maniera produttiva. Infatti, accompagna volentieri il padre nei lavori, taglia il legno, pota le piante, trasporta pietre. In questo modo impara da solo a impiegare le sue energie con soddisfazione.

Spesso si sopravvaluta. è bene quindi riportarlo a una giusta percezione di sé affidandogli compiti che superino le sue capacità, così da fargli sperimentare i suoi limiti.

Ancora più forte sarebbe l'effetto se gli affidassimo dei compiti per cui dopo un gran dispendio di energie non si arrivasse ad alcun risultato. Steiner indica questo tipo di esperienza, per insegnare al collerico che a nulla vale la forza contro lo svolgersi dei fatti. Quindi sarebbe bene circondarlo da ostacoli per cui possa espletare la sua natura combattiva.

L'educatore deve conquistare la stima del bambino collerico. Potrà farlo dimostrandogli le sue capacità. Per esempio, saper tirare con la fionda, o dare prova di astuzia giocando a scacchi. L'insegnante non dovrà mai farsi cogliere impreparato davanti a una sua domanda e mostrarsi istruito. Bisogna guadagnarsi il suo rispetto così da essere riconosciuto come un'autorità.

Infatti Guglielmo riconosce suo padre come un'autorità per le abilità fisiche e intellettuali che gli dimostra.

2.5 Matteo

È il giorno del terzo compleanno di Matteo. Il piccolo bambino svolazza leggero come una farfalla per la grande sala addobbata con bandierine e palloncini colorati. Tutti gli amici e i parenti lo salutano e lo chiamano. Lui sosta per un attimo davanti a ciascuno, prende i regali e li mette sul tavolo perché adesso non ha tempo per scartali.  La nonna vorrebbe fargli gli auguri con un bacio ma lui si divincola e fugge via. Corre dall"altra parte della stanza, dove sono arrivati i suoi cugini, per mostrargli i nuovi giocattoli e con grande entusiasmo gli spiega il funzionamento del suo nuovo trattore a pedali. Non ha finito la spiegazione che già corre verso il tavolo dove sono stati appena posati dei vassoi con i tramezzini. Non ha appetito, quello che più lo attira sono le bandierine che la mamma ha disposto su ognuno. Le bandiere sono una delle sue ultime passioni e, anche se non li pronuncia bene, sa tutti i nomi delle nazioni corrispondenti. Li ha imparati dalla giovane zia, guardando ripetute volte un libro di geografia. Si gode la sua festa, i colori, la gente, i suoni non lo disturbano, anzi sembra non stancarsi di tutti gli stimoli intorno a lui. Al momento della torta È al culmine della felicità, guarda con occhi vispi tutti gli amici riuniti intorno a lui, emette gridolini di gioia, regala sorrisi e si mette in posa per le foto.

Non è ancora stanco, anche dopo che molti degli invitati sono andati via, e lui può giocare con il grande trattore per tutta la sala facendosi spingere pericolosamente dal cugino più grande. Certo ha fatto il riposino pomeridiano e ora non ha ancora sonno, ma la troppa eccitazione fra poco diventerà nervosismo, e la stanchezza apparirà sotto forma di piagnucolii inconsolabili. A quel punto sarà proprio il momento di portarlo a letto.

L"indomani mattina è sveglio di buon ora, pronto per giocare con tutti i suoi nuovi giocattoli, e guardare i nuovi libri illustrati che gli sono stati regalati. Quando lo si vuol fare felice basta portarlo in libreria o in edicola. La nonna lo ha abbonato a un settimanale per bambini e lui aspetta impaziente l"arrivo del nuovo giornalino e non ne ha mai abbastanza.

Ha da poco scoperto l"affascinante mondo dei dinosauri, ne ha già collezionato parecchi, ne conosce il nome, la dieta, sa tutto sull"estinzione e gli scavi. La mamma ha trovato un gioco in cui lui può, con un a piccola piccozza, scoprire un finto fossile, e così tenerlo impegnato e concentrato almeno per un po".

Fisicamente Matteo sembra più piccolo della sua età, ha gambe e braccia magre, e a confronto del piccolo corpo la testa è grande, e la fronte ampia e arrotondata.

Fisicamente Matteo sembra più piccolo della sua età, ha gambe e braccia magre, e a confronto del piccolo corpo la testa è grande, e la fronte ampia e arrotondata.

è nato prematuramente, come se avesse avuto fretta di vedere la luce e i primi mesi ha messo in apprensione i suoi genitori per il suo disinteresse a nutrirsi e la crescita lenta. Ma con la sua grande vivacità fisica e intellettiva, ha dato prova del suo buono stato di salute malgrado le piccole dimensioni. Mangia come un uccellino, un po" alla volta, e non è per niente goloso di dolci. Preferisce piuttosto la pasta al sugo che gli prepara la nonna e, dopo aver corso intorno al tavolo fino a un attimo prima, si siede composto e tranquillo e gusta il suo piatto preferito. La scena dura poco però, solo pochi minuti dopo salta giù dalla sedia in cerca di una nuova avventura.

Piccolo com"è usa molto l"intelletto, conta, riconosce le lettere dell"alfabeto, scrive il suo nome, e si atteggia a studioso di paleontologia. Il suo pediatra lo ha soprannominato "il professore" per la sua capacità di esprimersi, e riferire dei suoi mali. Ha sofferto il mal d"orecchi, ma per contegno o "distrazione" ha sopportato incredibilmente il dolore, e si è fatto amabilmente curare.

Matteo è l"essenza dell"infanzia, volubile, incostante, vivace, il suo elemento è l"aria, il temperamento sanguinico.

2.6 Come trattare il bambino sanguinico

Il sanguinico deve poter sviluppare amore

e attaccamento verso una persona

R.Steiner

Nel bambino sanguinico i dinamici processi vitali dell'infanzia sono visibili in tutto il suo essere esteriore. Egli partecipa più degli altri tipi di bambini con tutta la sua anima, al ritmo della respirazione e della circolazione linfatica e cardiaca.

"Ritmo" È la parola d'ordine per la vita sana di ogni bambino, proprio perché in tutti i bambini i processi ritmici e vitali sono preminenti.

"Il bambino, come alterna inspirazione con espirazione, come ha la circolazione sanguigna regolata da questo ritmo alterno, così desidera un ritmico alternarsi nella vita e nel gioco.

Niente È più importante, nella educazione, di un ritmo tranquillo del quotidiano tenore di vita; per il bambino sanguinico questa È una necessità assolutamente vitale".8

Certo il suo È un ritmo veloce, non gli È facile concentrarsi su qualcosa. Il suo impegno È incostante, la sua attenzione dura poco, tutte le impressioni esteriori lo colpiscono, e come una foglia al vento può essere trasportato molto lontano dal suo centro.

Ancora una volta, però, non bisogna considerare le caratteristiche dei temperamenti come difetti. La volubilità È propria del bambino e l'educatore prendendone atto deve avere pazienza. Nella vita la spensieratezza può essere una qualità se non diventa superficialità. È bene quindi che gli educatori si impegnino affinché la sanguinicità non sia da disturbo a un sano sviluppo.

Come abbiamo visto per il piccolo Matteo e la sua passioni per i dinosauri, anche i bambini sanguinici trovano spesso qualcosa che li interessa veramente e a lungo.

È proprio a queste passioni che il genitore o l'educatore possono fare appiglio per riscoprire le forze che il bambino ha in sé e portarle alla sua coscienza.

È di fondamentale importanza per suscitare l'interesse di un bambino sanguinico che questi sviluppi amore per una persona, non importa se per l' educatore o un'altra che gli si può mettere accanto.

Così, per amore, come il piccolo uccellino si dedica al suo nido, il bambino sanguinico trova le forze di concentrazione per portare a termine il suo lavoro.

Il caso di Matteo ne è la prova. Per amore della giovane zia, e il piacere di stare con lei, ha imparato, senza troppa fatica, i nomi di tutte le bandiere che erano sul libro.

Un altro modo di agire su di lui sarà dargli cose che meritano solo un interesse passeggero, in modo da poter esprimere la sua sanguinicità. Dopo aver suscitato il suo interesse ed essersi consumato, gli verranno tolte in modo che egli le desideri di nuovo e quindi gli saranno ridate. In questo modo si agirà in accordo con il suo temperamento per riequilibrarlo.

A parer mio, bisogna fare attenzione al giorno d'oggi a come compiere un tale processo educativo. C'è una tale produzione di oggetti inutili destinati ai bambini, che bisogna stare attenti a non trasmettergli valori propriamente consumistici.

2.7 Emma

Emma guarda fuori dalla finestra la pioggia battente. È già lì da un po' di tempo e non sembra avere altro da fare al mondo, se non starsene a guardare. In realtà la mamma è uscita e le ha chiesto di rigovernare i piatti, deve ancora iniziare a fare i compiti per la scuola e poi ha una collana di perline da finire. Ha sempre dei lavoretti arretrati perché le piace tanto farli, ma spesso li rimanda e quando li esegue è "lenta come una tartaruga", così le dice la mamma.

Ferma davanti alla finestra sente la sua immobilità. Sa che dovrebbe andare, ma è confusa. Con cosa iniziare: i piatti, i compiti, la collana? Pensarci le concede altro tempo per starsene ancora un po' inattiva. "Va bene, prima il dovere e poi il piacere", si dice "inizierò con i piatti, così la mamma sarà contenta". Inizia a insaponarli con cura e nel frattempo si gode la schiuma, se la rigira fra le mani e sogna di panna montata. Messa in moto nelle pulizie, dopo i piatti, riordina tutto il piano da lavoro, la cucina, e spazza il pavimento. Il lavoro è davvero ben fatto, ma sono passate delle ore! Adesso È stanca per fare i compiti, e nel frattempo le è venuta fame. Con molta cura si prepara un panino, stando molto attenta alle briciole, e si concede un po' di televisione seduta al divano. Il panino è finito ma il programma no, resta così a bocca aperta a guardare le immagini e non si accorge che dietro di lei qualcuno la chiama. Alla terza volta il padre alza la voce: "Emma!"

Ecco che si stacca dalla televisione e guarda stupita, non capisce che bisogno c'è di chiamarla tanto forte! Ritornando alla realtà si accorge che sono le sette e non ha ancora fatto i compiti. Va in camera sua e per prima cosa pensa ai suoi professori. Chi le farà il rimprovero più grande domani, cogliendola impreparata? In base a questo pensiero inizia a studiare, farà i compiti che può, gli altri saranno rimandati, come la collanina che dovrà aspettare un altro giorno per essere finita.

Emma ha undici anni, e per la sua età è un po' troppo quieta e seria. Non si scompone facilmente, e forse per questo è un punto di riferimento per i compagni di scuola che spesso le chiedono consiglio. Ha buoni rapporti con tutti ma non ha un'amica del cuore, È sempre troppo distaccata perché qualcuno le si affezioni troppo. Non ha una compagna di banco e  non le pesa, anzi, ha più spazio per sé e non c'è pericolo di stare a chiacchierare, facendosi continuamente riprendere.

Emma ha un fratello più grande, un ragazzino sanguinico che le trasmette molte delle sue passioni. A causa sua vede ogni tipo di sport in televisione, ascolta musica ad alto volume e conosce tutte le tendenze della moda. Lui è stimato a scuola e lei non vuole essere da meno.

Per la sua lentezza non riesce a stare dietro a tutte le materie contemporaneamente. Ma in classe sono tanti e lei può permettersi lunghi periodi di distrazione per poi rimediare studiando a fondo una materia alla volta e, facendo leva sulla sua capacità di memoria, fare un'ottima interrogazione.

Ha una buona condotta, e anche se con i suoi pensieri si allontana spesso dalla classe, ha imparato a mostrarsi interessata e partecipe, quel tanto che basta.

Un vero momento di piacere per lei è gustare una barretta di cioccolato ripiena alle nocciole, o mangiare indisturbata un grande pacco di patatine fritte, magari davanti a un film. Il cibo è la sua consolazione per tutto. Se è preoccupata, se è stanca, se è triste, se è felice. A volte organizza insieme a una amica piccole feste a due. Le due comari per prima cosa escono a fare la spesa e scelgono accuratamente una combinazione di merendine dolci e salate e l'immancabile bibita gassata. Dopodiché ritornate a casa apparecchiano la tavola e iniziano la loro privatissima festa. Probabilmente, poco dopo, soffrirà di uno dei suoi soliti mal di pancia.

Sotto l'influenza dei mass media, comincia a preoccuparsi per le sue forme rotonde. Pensa più volte di mettersi a dieta, ma poi si convince che è meglio essere felice e grassa che triste e magra.

Quando era più piccola canticchiava spesso fra sé canzoncine inventate al momento e le piaceva ballare, ma adesso è molto riservata e non lo farebbe più in presenza di qualcuno. Amava le fiabe, sempre uguali, che le raccontava la nonna, e per lei spolverava i mobili, con la sua meticolosa lentezza, fingendo di essere Cenerentola. La nonna a sua volta la gratificava con tanti complimenti e dolcetti fatti in casa.

Le è sempre piaciuto disegnare, e adesso che ha scoperto la pittura, dice che è questo che vuol fare da grande, la pittrice. Ha talento, ma prima di mettersi a dipingere vuole riordinare la sua camera, disporre per bene l'acqua e i colori davanti a sé, sedersi composta, ed ecco che, si è fatto tardi e la chiamano per la cena. Per questo motivo, la sua produzione è davvero stentata ed è felice quando è obbligata a fare una pittura come compito.

Questa bambina ha senza dubbio un temperamento flemmatico.

2.8 Come trattare una bambina flemmatica

Al flemmatico vanno mostrati

i pregi degli interessi altrui

R.Steiner

Si è portati a giudicare male la flemma, ma in realtà non è da combattere meno della malinconia, della collera o della sanguinicità. Solo l'unilateralità potrebbe essere dannosa ma "il temperamento flemmatico equilibrato può diventare la base per le più belle qualità umane".9 Nelle persone che hanno equilibrato questo temperamento risiedono la perseveranza, la fiducia, la sincerità, l'ordine e la calma.

A fondamento del temperamento flemmatico c'è un' indifferenza per il mondo esterno e una grande attenzione per il proprio benessere fisico. Nel bambino flemmatico a prevalere è il sistema ghiandolare del corpo, l'elemento acqua nel corpo fisico.

Il mondo di Emma gira intorno alle sue pause, durante le quali mangia sempre qualcosa, è questo per lei il bello della vita. Proprio il piacere per il benessere fisico deve esserle portato alla giusta misura.

Per prima cosa non bisogna farla dormire troppo, quindi, svegliarla presto la mattina, non permetterle di fare il riposino pomeridiano e di andare a letto troppo presto. Non ne soffrirà molto perché normalmente lei dorme sempre più del necessario. Al mattino è bene lavarla con acqua fresca, e non farle fare una colazione troppo pesante. Passerebbe, così, la mattinata a godere della sua digestione e non imparerebbe niente a scuola. Per fortuna la sua scuola è distante da casa e non ha tempo di fare colazione, va a piedi fino a scuola facendo mezz'ora di strada a passo veloce. Lei non lo sa, ma questo le permette di essere sveglia e seguire con profitto le lezioni che precedono la merenda.

L'alimentazione è una componente importantissima nell'equilibrio di un temperamento flemmatico. è necessario contrastare la sua tendenza a formare grasso, per permetterle uno sviluppo animico e spirituale che in caso contrario sarebbe compromesso. Sono da evitare

per lei i farinacei, pane bianco, uova e ovviamente i dolci, sono da preferire invece, le verdure, la frutta e i cibi salati.

Emma, come tutti i bambini flemmatici, reagisce bene a qualche piccolo shock, nella misura di un richiamo ad alta voce, o un rumore improvviso. In questo modo per qualche minuto, la sua attenzione è al massimo e riesce a recepire molto bene quello che le viene detto. In caso contrario è capace di stare a guardare negli occhi il suo maestro senza in realtà ascoltare nulla di quello che le viene detto.

Per quanto riguarda la sua indifferenza per il mondo, sarebbe inutile volerla scuotere violentemente, se ne avrebbe l'effetto contrario. è difficile che si interessi a qualcosa per conto suo. Di grande beneficio è per lei la presenza del fratello che le trasmette i suoi interessi. Infatti per il bambino flemmatico è importante avere tanti amici da cui apprendere l'interesse per le cose. Le passioni dei suoi coetanei si potranno riflettere in lui ed essere assorbite. Quindi bisogna circondarlo dal maggior numero di bambini della sua età con diversi interessi, per smuoverlo dalla sua flemma. Una volta presa una passione, le sue qualità agiranno positivamente e si potranno avere ottimi risultati.

Il suo talento artistico, comune anche in altri bambini flemmatici, con la crescita potrebbe perdersi. Essendo il prodotto della sua creatività organica si esprime in uno stato sognante e al risveglio della coscienza potrebbe ritirarsi. Ne è una prova il fatto che crescendo ha perso il gusto di cantare e ballare. è possibile ancora salvare la sua attitudine pittorica, esercitandola coscientemente, assegnandole piccoli compiti e non lasciandola troppo a se stessa a pasticciare con i colori, in modo da portare a coscienza le sue azioni.

Emma considera l'attenzione e l'amore che le vengono rivolte dagli insegnanti e dalla madre, come dovute e ovvie e non destano in lei alcun interesse. Diverso invece è il rapporto con il padre che, pur amandola, la tratta con apparente indifferenza. Questo può scuoterla al punto da superare la sua indifferenza e attraverso l'amore fedele e durevole di cui è capace, farla uscire dal suo letargo, per risvegliarsi come le tartarughe a primavera. Le ho viste con i miei occhi, quando vogliono e a modo loro, le tartarughe sanno correre!

Capitolo terzo

Educazione e temperamenti

3.1Unilateralità e autoeducazione

L' unilateralità è, come più volte ribadito, il vero pericolo per ogni temperamento.

Ogni temperamento presenta le sue degenerazioni più o meno gravi.

Il melanconico ha come pericolo minore l'umore cupo e come maggiore la demenza.

Il collerico nei casi meno gravi si abbandona all'ira e nei più gravi arrivare alla pazzia furiosa

Nel sanguinico il male minore è la volubilità e il maggiore la follia.

Il flemmatico può andare dall'apatia per il mondo all'idiozia.

Anche se lontani da queste, che sono le patologie, è sempre bene una volta riconosciuto il proprio temperamento cercare di equilibrarlo, ancora di più se si vuole avere un rapporto positivo con i bambini ed essere un buon insegnante per ciascuno.

Le indicazioni di Steiner per l'autoeducazione sono simili a quelle date per l'educazione dei bambini, manifestare le proprie tendenze piuttosto che reprimerle.

Se a predominare in noi è il temperamento melanconico dobbiamo cercare i dolori che sono presenti nel mondo per sfogare la nostra malinconia ed equilibrarci.

Se a prevalere è il temperamento collerico, dobbiamo cercare di esprimere la nostra forza per cose futili.

Se siamo dei sanguinici dobbiamo trovare delle cose di poco conto di cui interessarci per poter senza problemi abbandonarle.

Se siamo flemmatici possiamo guardare agli interessi altrui per essere stimolati o dedicarci ad attività in cui sia necessaria la nostra flemma.

L'uomo in generale e ancora di più il maestro, deve ricercare l'equilibrio ideale dei quattro temperamenti.

"Vi è un individuo assolutamente teorico, che possiede i quattro temperamenti in equilibrio armonico, che riesce ad essere melanconico quando c'è da faticare, flemmatico nei lavori di attenzione, sanguinico quando deve risolvere molti problemi contemporaneamente, collerico quando deve affermare il suo potere. È un individuo che non esiste ma è l'obbiettivo che dobbiamo avere per noi stessi e le persone di cui siamo responsabili."10

3.2 Funzione educativa dell'alimentazione

Fra le indicazioni per il trattamento dei bambini e degli adulti in base al loro temperamento, particolare importanza ha l'alimentazione. In diverse occasioni Steiner menziona quali cibi sono più o meno adatti in base al temperamento e come questi possono avere un effetto riequilibrante. In alcuni casi di difficoltà d'apprendimento, Steiner ricorre ad alcuni cambiamenti nella dieta del bambino. Consiglia di limitare le uova e tutti i farinacei, o di posticipare la colazione alle le prime ore di scuola, perchè la supernutrizione rende i bambini svogliati. Il dottor Norbert Glas ha ripreso e concentrati alcune indicazioni nel suo libro "I quattro temperamenti sulla strada della conoscenza". Penso sia utile piuttosto che un' ulteriore rielaborazione, riportare per esteso un estratto di questo libro:

"·Al malinconico va raccomandato un cibo che stimoli gli organi a un'attività intensa. Particolarmente adatta è a questo scopo la dieta vegetariana. Fra i tipi di farine la più efficace è quella di avena che stimola il ricambio e agisce, fino a un certo grado, contro la frequente tendenza alla stitichezza. Cibi pesanti e alimenti a base di farine bianche, soprattutto se raffinate, appesantiscono l'organismo e lo rendono pigro. Va evitata una eccessiva quantità di patate. Invece sono molto consigliabili le verdure con foglie e fiori, mescolate a erbe aromatiche e condimenti. Il grasso migliore che si può usare è l'olio vegetale fresco pressato. La dieta deve essere povera di sale poiché il sale da cucina favorisce l'accumulo di scorie nel corpo e peggiora l'eliminazione dei liquidi.

· Per difendere il fegato, l'organo in primo piano del collerico, è necessario evitare di sovraccaricare la digestione con troppi grassi; bisogna quindi limitarne l'impiego. Il collerico che soffre di calcoli biliari non ha una colica solo dopo forti emozioni, ma anche dopo un pasto ricco di grassi. Anche per lui è raccomandabile una dieta vegetariana, con prevalenza di radici, steli e foglie; oli vegetali in luogo di grassi animali. Si deve inoltre tener presente che l'alcool ha un effetto deleterio sul fegato e sul carattere collerico. L'uso dell'alcool tira fuori le peggiori qualità dell'uomo con questo temperamento.

· Un'alimentazione utile al sanguinico consiste nello scegliere quei cibi che esercitano un'influenza calmante sulla sua perenne irrequietezza. Sarebbe anche auspicabile aumentare il peso dell'elemento terra; ci si riesce nel modo migliore con cibi a base di farina integrale arricchita di segale. Può anche giovare in questi casi una dieta vegetariana, che richiede maggiore fatica agli organi interni e consente così di migliorare la concentrazione del pensiero. Per alcuni individui può tuttavia essere necessaria un po' di carne, sennò non si riesce ad aumentare il peso dell'elemento terra. Per meglio armonizzare la vita animica del sanguinico è utile una mescolanza equilibrata fra le varie verdure (radici, foglie, fiori).

Vanno invece evitate tutte le spezie, come pepe e paprica, e ogni qualità di funghi che aumentano l'interiore inquietudine del sanguinico, come spiegò Rudolf Steiner in una sua conferenza.

· Per il flemmatico l'alimentazione vegetariana è da preferirsi a quella carnea perché la prima richiede più intenso lavoro all'interno dell'organismo. Si devono evitare eccessive e non necessarie assunzioni di liquidi affinché il corpo non si gonfi e non rimanga troppa acqua nei tessuti e non diminuisca l'escrezione. Cibi farinacei, soprattutto se con farine raffinate, rendono troppo pigro il flemmatico nella sua digestione. Molto raccomandabili sono invece le verdure fresche, le insalate, il pane di farina integrale, le erbe aromatiche e anche, in misura moderata, il pepe."11

In tutte le diete indicate sono consigliate a vario titolo, le farine integrali, la frutta, le verdure, le erbe aromatiche. Tutti alimenti notoriamente sani per la salute, ma forse non è altrettanto noto che possano essere parte integrante dell'educazione per l'influenza positiva che hanno sul temperamento. Allo stesso modo sono sconsigliati la carne (con l'eccezione del sanguinico), i grassi animali, le farine raffinate e l'alcool, che possono invece influire negativamente sull'organismo e sul comportamento. Ecco un motivo in più per nutrire con coscienza noi stessi e i bambini.

Capitolo quarto

Alleati preziosi nell'istruzione

4.1 La disposizione della classe

All'inizio dell'anno scolastico ogni insegnante dovrebbe dedicare le prime settimane all'osservazione dei temperamenti dei bambini, per poterli ben disporre nella classe per gruppi. Ci saranno così quattro gruppi di bambini messi insieme dallo stesso temperamento.

Forse sarebbe più comodo per l'insegnante mettere un collerico accanto a un malinconico o un flemmatico, ma questo sarebbe dannoso per i bambini, perché in questo modo si creerebbe un rafforzamento delle unilateralità. Il collerico, che sottovaluta i compagni, avrebbe la supremazia in questo rapporto e il flemmatico o il malinconico soccomberebbero inevitabilmente.

Le motivazioni per questa disposizioni per gruppi sono invece educative.

I bambini agiscono gli uni sugli altri mitigando le unilateralità. Un flemmatico, messo accanto a un altro, a un certo punto potrebbe annoiarsi così tanto da reagire alla sua stessa apatia. Due collerici messi vicini devono prima o poi smussare la propria collericità per il bene di entrambi. I malinconici vedranno nell'altro com'è insopportabile veder rimuginare, e i sanguinici si calmeranno vedendo nell'altro la continua e spropositata esuberanza.

L'insegnante può rivolgersi ai diversi gruppi a seconda dei casi. Se vuole mostrare qualcosa lo farà verso i sanguinici, se vuole suscitare un giudizio, guarderà i malinconici. Più volte passerà accanto ai flemmatici per risvegliarli, forse facendo un rumore improvviso e si animerà nei racconti rivolgendosi ai collerici.

A volte si possono raccontare storie con il fine ben preciso di mandare un messaggio a uno dei gruppi. Oppure si ci potrà rivolgere ad alcuni indicandogli come esempio i compagni dal temperamento opposto.

Ovviamente i bambini e i ragazzi non dovranno sapere di questa suddivisione per temperamenti, fa parte delle conoscenze che il maestro deve tenere come strumento per conferirgli autorità.

4.2 Parte ritmica

La conoscenza dei temperamenti può essere uno strumento educativo in mano del maestro anche durante lo svolgimento delle lezioni.

Nelle scuole Waldorf si inizia sempre la giornata con una attività che risvegli il bambino dal torpore mattutino, la cosidetta "parte ritmica", in cui, soprattutto nelle prime classi, i bambini sono portati al movimento attraverso la recitazione di poesie e filastrocche, inerenti alle attività dell'epoca di studio.

Nel corso del primo anno della mia esperienza di scuola a casa, durante l'epoca di calcolo, una filastrocca è stata particolarmente amata dai miei figli.

La filastrocca, completa di gesti in girotondo, recita così:

"Con i rossi cappuccetti

La caverna buia, oscura

Su prendiamoci per mano

se ne vanno giù i nanetti

sempre mette a noi paura.

e al lavoro insieme andiamo;

presto presto, ogni mattina

Com' è triste scender giù,

rossi, verdi, gialli e blu,

con piccozza e lanternina.

torna indietro nano blu!

bimbo mio, vieni anche tu!

Verde veste, barba bianca,

Viva, viva, il sole splende

Oro avrai dalla miniera,

grossa pancia, mano stanca;

e il nanetto giallo scende

pietre rare e ogni sera,

pure noi nanetti siamo

ben felice nel profondo:

quando ti addormenterai

ma dormire preferiamo.

gioia e tesori dona al mondo.

alle stelle le darai."

I quattro nanetti della filastrocca rispecchiano i quattro temperamenti e ogni bambini può ritrovarsi. Inoltre sono i personaggi che portano in maniera immaginativa le quattro operazioni matematiche.

Un'altra poesia, adatta all'epoca di geografia in una terza classe, mette in luce le qualità dei temperamenti in relazione ai punti cardinali e alle ore del giorno:

"Dalla mia parte bello e raggiante

si leva il sole, dice il levante,

e poi tramonta placidamente

dalla mia parte, dice il ponente.

Raggi focosi io spargo intorno

dice superbo il mezzogiorno,

e alle membra già stanche e rotte

dono riposo, son mezzanotte."

Anche questa poesia appassiona i bambini e dal modo di recitarla è possibile notare anche quale strofa preferiscono.

Nel corso dell'istruzione si può fare molto con l'aiuto dei temperamenti e allo stesso tempo si può fare altrettanto per il loro riequilibrio.

Sono il mezzo e il fine dell'insegnamento.

4.3 Disegno di forme

Anche il disegno di forme può aiutarci a scoprire molto di un bambino. Il modo di disegnare, l'intensità del tratto, la forza delle forme, possono rivelarci alcune tendenze animiche o le predisposizioni del temperamento e attraverso alcuni esercizi si possono avere anche effetti terapeutici.

Si possono scegliere delle forme da far disegnare a un dato gruppo di bambini, in base al loro temperamento e alla loro età, ma poi possono essere eseguiti da tutta la classe perché, in fondo, si riferiscono alla melanconia, alla collera, alla sanguinicità e alla flemma in generale che in varie misure sono presenti in ognuno.

Sono esercizi che partono da una forma, scelta con senso artistico, che subisce una metamorfosi o una integrazione che serve per equilibrare le unilateralità.

Sappiamo che con i temperamenti bisogna lavorare con le forze presenti e che sia il simile che l'opposto hanno un ruolo fondamentale. Sono queste le nostre linee guida.

Il prof. Ernst Schuberth, di cui ho avuto l'onore di seguire alcune lezioni di matematica e disegno di forme, propone un esercizio per i bambini melanconici con le seguenti motivazioni:

"Le forme per il melanconico devono rispettare la ricca vita interiore di questo temperamento e in un secondo tempo rischiararla,..Possiamo iniziare facendo fare al bambino una spirale avvolgente che poi ripercorre accuratamente in senso opposto con un secondo colore."1

Ho proposto questo lavoro ai miei bambini, così come indicato, accompagnandolo con la storia di un bambino che si rifugia in casa da un temporale e che alla fine esce fuori.

Con mia grande sorpresa la storia e il disegno hanno coinvolto profondamente i bambini che si sono immedesimati nel personaggio della storia.

Opposti ai melanconici ci sono i sanguinici, ai quali questo esercizio sarà fatto fare all'inverso, cioè partendo dal centro verso la periferia, assecondando così la loro natura, per poi con un altro colore cambiare direzione e farli ritornare verso l'interno.

Queste forme, di solito, vanno fatte camminare nello spazio prima di essere disegnate e quindi l'effetto è più forte.

In un famoso disegno di forme per malinconici, proposto da Steiner, si richiede una trasformazione di pensiero. Data una forma a tutta la classe, si chiede al bambino malinconico di fare il negativo, colorando quello che nel disegno originale appare senza colore, in questo modo viene creata la luce dall'oscurità. Questo esercizio richiede al melanconico la sua disposizione alla cupa concentrazione per portarlo a liberare la luce.

Forma data dal maestro

Forma in negativo da far scoprire ai bambini

Dei bambini collerici sappiamo che la loro forza di volontà vuole esprimersi nel mondo in modo impetuoso e che a volte può diventare aggressività e ferire.

Per questi bambini, agiscono bene delle forme appuntite o spigolose che, in un secondo tempo, vengono avvolte da forme più arrotondate, oppure si eseguono delle forme aperte che successivamente vengono circondate e  chiuse.

Si cercherà di far smussare al bambino collerico i suoi spigoli per renderlo capace di una sana vita sociale.

Esempi di forme spigolose smussate con un secondo disegno che racchiude la prima forma.

Polare al collerico è il flemmatico che è in uno stato di chiusura e vive la sua interiorità avvolto in un involucro. Un disegno che lo metta in comunicazione con l'esterno potrebbe essere un cerchio che successivamente muove la sua circonferenza tra dentro e fuori, che ondeggia.

Un esercizio molto stimolante dato da Steiner, prevede che dopo aver disegnato un cerchio e al suo interno un quadrifoglio, si cancelli il cerchio e così, quello che era dentro, protetto, all'improvviso si trovi fuori e scoperto. Uno shock che risveglia il flemmatico.

Il sanguinico facilmente sorvola su tutto e non si ferma mai a lungo. Le forme adatte a lui sono quelle che hanno una certa vivacità come le forme ritmiche, Nel momento in cui riescono a interessarlo hanno già avuto il loro effetto.

Alcune forme per il sanguinico sono tracciate in circolo, come di corsa, in una continua intersecazione.

Questi sono solo degli esempi di come si può lavorare nell'istruzione facendo leva sui temperamenti. La stessa cosa si può fare con tutte altre materie d' insegnamento.

Conclusioni

Ho iniziato questo lavoro partendo da tre domande sull'educazione, per me molto importanti: "Perché i bambini sono così diversi? Come educare ciascun bambino nel modo migliore? E soprattutto, come essere la giusta insegnante per ciascuno? Nell'ambito di questo lavoro penso di aver dimostrato che la teoria dei temperamenti, formulata da Steiner, può dare un contributo concreto per una educazione e un'istruzione che vuole tenere conto di ciascuna individualità. Spero che questa tesi possa essere utile a quanti vogliano accostarsi con dedizione ai bambini. Penso ai genitori, che come me, credono nell'unicità dei loro figli e vogliono realizzare un rapporto unico di scambio affettivo e intellettivo. Penso ai maestri che non conoscono l'antroposofia, ma solo la didattica e psicologia. Mi piacerebbe fare arrivare a loro questa tesi, per donargli uno strumento in più di conoscenza. Non ultimi sono nei miei pensieri i bambini che, oggi più di prima, hanno bisogno di un vera comprensione da parte degli adulti. Si affidano ai genitori quando nascono, ai maestri quando vanno a scuola. Come noi, che siamo bambini cresciuti, desiderano trovare il loro posto nel mondo, e ci chiedono aiuto.

Per quanto mi riguarda questa tesi è stata un viaggio.

Più di quanto potessi immaginare, mi ha portato a ripercorrere la mia vita interiore, e quella delle persone che amo. Ho scoperto che, quella dei temperamenti non è una solo una "teoria", ma è parte della vita.

Difficilmente dopo questa esperienza, mi saranno indifferenti il modo di camminare, di parlare, di muoversi delle persone. Adesso mi sento più vicina all'essere segreto che è in ognuno di noi.

Quando ho iniziato questo lavoro avevo qualche preconcetto sulle qualità dei tipi di temperamento ma, applicando l'osservazione alle persone che amo, ho imparato ad amare ogni sfumatura di tutti e quattro i temperamenti.

Sento amore per i piccoli collerici, ancora di più nei loro attacchi d'ira perché capisco la loro sofferenza nel non potersi domare. Amo il malinconico anche nel suo malumore perché so che ne è intrappolato. La distrazione del sanguinico mi fa sorridere, l'indolenza del flemmatico mi fa tenerezza.

Mi auguro di portare con me questi sentimenti quando ritroverò, nei bambini che mi verranno affidati, la melanconia, la collera, la sanguinicità e la flemma.

Ho trovato la risposte alla mia ultima domanda. Essere una buona maestra non è facile ma posso provarci attraverso l'amore.

Adesso comprendo veramente cosa significa amare i bambini, senza l'ipocrisia di volerli  tutti belli, buoni, e intelligenti.

La conoscenza si è fatta sentimento d'amore, e di questo sarò sempre grata a Rudolf Steiner.

Bibliografia

Frans Carlgren e Arne Klingborg, Educare alla libertà, Filadelfia Editore.

Nobert Glas, "I temperamenti durante l'infanzia", in Triades, 4, 1973.

Caroline von Heydebrand, La natura animica del bambini, a cura delle associazioni per la pedagogia steineriana di Bellinzona, Mestre, Milano e Roma.

Rudolf Steiner, Il segreto dei temperamenti umani, Editrice Antroposofica, Milano.

Rudolf Steiner, Arte dell'educazione1 - Antropologia, Editrice Antroposofica, Milano.

Rudolf Steiner, Arte dell'educazione2 Didattica, Editrice Antroposofica, Milano.

Rudolf Steiner, Arte dell'educazione volume 3, Editrice Antroposofica, Milano.

Rudolf Steiner, Educazione del bambino e preparazione degli educatori, Editrice Antroposofica, Milano.

Ernst Schuberth, L'insegnamento dei fondamenti di matematica nelle scuole Waldorf, Educazione Waldorf Edizioni.

Ernst Schuberth, L'insegnamento della geometria nelle scuole Waldorf, Educazione Waldorf Edizioni.

Margrit Jünemann e Fritz Weitmann, Dipingere e disegnare, Filadelfia Editore.

Hermann von Baravalle, l'insegnamento dell'aritmetica nella Scuola Waldorf, Educazione Waldorf Edizioni.

Ankeusche Clauser e Martin Riedel, Disegnare Imparare a vedere, Manuale di metodo, Stoccarda

Note

1 Paolo Manzelli, acqua aria terra fuoco, Laboratorio di ricerca educativa Università Firenze

2 Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Teoria Umorale

3 Ibidem, Temperamenti e psicologia

4 R.Steiner, Il segreto dei temperamenti, 1909, p.18.

5 R. Steiner, Arte dell'educazione, Vol. 3, Milano pag. 13

6 R.Steiner, op. cit. pag. 41

7 Norbert Glas. "I temperamenti durante l'infanzia", in Triades 4, 1973

8 C. von Heydebrand, La natura animica del bambino, 1974 p.12.

9 Ibidem p. 25

10 S.Motolose, I temperamenti umani, 2013

11 N.Glas, I temperamenti sulla strada dell'autocoscienza, 1989

12 Ernst Schuberth, L'insegnamenti della geometria nelle scuole Waldorf,vol.1, 2009 p.53

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